tradizione ed esperienza
in oltre 85 anni di produzione
ai massimi livelli

La nostra storia e l’esperienza si traducono in suggerimenti.

tradizione ed esperienza
in oltre 85 anni di produzione
ai massimi livelli

La nostra storia e l’esperienza si traducono in saggi consigli.

Consigli per un valido impianto.

La messa a dimora delle barbatelle innestate rappresenta un passaggio delicato per diversi fattori ed uno dei nostri primi consigli.

Storia, esperienza e tradizione fanno tutto il resto.

Epoca dell’impianto

Il periodo più indicato per l’impianto è quello di Marzo/Aprile. Si consiglia di non ritardare eccessivamente il momento dell’impianto oltre il mese di Maggio. Le piogge di questi mesi facilitano infatti l’adesione del terreno alle radici delle piante e la tempestiva e migliore formazione dei peli radicali, ai fini di un ottimale e uniforme attecchimento.

Reidratazione della barbatella.

Buona pratica consigliata prima dell’impianto è l’immissione delle piante in acqua per 24 ore circa che permette una sufficiente reidratazione dei tessuti dopo il periodo di conservazione e trasporto. Considerato che, con la tecnica della frigoconservazione delle barbatelle è possibile eseguire la messa a dimora sino alla fine di giugno e oltre, risulta opportuno procedere con irrigazione (qualche litro/pianta) nei giorni successivi all’impianto stesso.

Concimazioni.

Durante il primo anno si possono evitare le concimazioni perché superflue. Va inoltre assolutamente bandito, per questo primo periodo, l’apporto di concimi chimici contenenti azoto e concimi organici a contatto con l’apparato radicale della pianta.

Preparazione del terreno.

Grande importanza riveste la preparazione del terreno che deve presentare non troppa umidità e attentamente preparato con adeguato scasso. Il terreno dev’essere sminuzzato e dotato di buon drenaggio in modo tale da evitare la compattazione.                                                                   

Messa a dimora.

Viene preceduta dall’accorciamento delle radici sia nel caso di impianto manuale sia per quello meccanizzato. Con l’uso della “forchetta” le radici devono essere di lunghezza più ridotta, circa 6/8 cm., in quanto l’accentuato piegamento verso l’alto delle radici stesse, che si determina con questa tecnica d’impianto, costringe di fatto la pianta ad emetterne di nuove. Molta attenzione va alla scelta della quota del punto d’innesto rispetto al piano campagna (terreno spianato definitivo) che deve rimanere intorno a 10/14  cm. A impianto effettuato è bene valutare la necessità di comprimere leggermente il terreno attorno alla barbatella puntata per evitare possibile presenza di vuoti d’aria a livello dell’apparato radicale.

Prima attività vegetativa.

Nel post impianto particolare cura va posta alla difesa fitosanitaria. È necessario ricorrere ad attento controllo dei primi germogli della barbatella facilmente attaccati , in questa fase, da acari e tripodi. La pianta presenta scarso sviluppo vegetativo caratterizzato dalla riduzione degli spazi internodali e diventa necessario tempestivo trattamento.

La terra è più nobile del mondo che le abbiamo costruito sopra.

John Priestley